Tessuti

Cognomi da indossare: Tessuti

Tessuti raffinati come la Seta o naturali come la Lana? Scoprite quali cognomi legati al mondo della tessitura sono i più diffusi nella vostra regione.

L’incredibile importanza della tessitura ha portato alla nascita di cognomi collegati ai tessuti oltre che agli strumenti e ai metodi di lavorazione, ma quali sono quelli più comuni in Italia? Curiosamente, al primo posto troviamo Zanella (2472), un tessuto lucido ormai quasi scomparso e utilizzato per foderare l’interno dei vestiti, ma anche per la realizzazione di ombrelli. Il cognome è tipico del Nord Italia - in particolare del Veneto - ma la sua origine, però, sembra essere legata più che altro alla parola Zane, forma dialettale del nome Gianni.

Sul podio ideale salgono anche Pizzo (1321) - a cui si devono aggiungere 27 Merletto ,17 Trina e solo 1 Sangallo - e Raso (1009), mentre più distanziati sono Lana (386), Bisso (181), Panno (174), Lino (173), Velo (129), Damasco (101), Faglia (85), Seta (75), Velluto (75), Fiandra (66), Garza (41), Broccato (31), Cotone (30), Canapa (26), Angora (22), Ciniglia (13) e Satin (11).

Sotto la decina sono Alcantara e Alpaca entrambi con 8 occorrenze, Rafia (7), Feltro (5), Mussola (5), Piquet (4), Tartan (2) e Spugna (1). Ad essi devono essere aggiunti, però, i cognomi che riguardano l’ABC della tessitura come Trama (91) e Ordito (2) che vengono intrecciati nell’Armatura (5). Saia (394) e Tela (27) sono - insieme al raso - il risultato di questa procedura che permette di ottenere anche stoffe come il denim o il tartan oltre ai disegni chiamati pied de poule.

Anche grazie all’emigrazione, quasi tutti questi cognomi sono ormai panitaliani, ma alcuni rimangono fedeli a determinate regioni o aree geografiche. Così, ad esempio, Bisso è ligure - anche se la produzione del tessuto omonimo avviene solo in Sardegna - Velo è veneto mentre Faglia è lombardo. In altri casi la diffusione è più ampia come per Panno presente soprattutto tra Lazio e Sicilia o per il settentrionale Garza diffuso in Piemonte e Lombardia.

Per quanto riguarda le motivazioni alla base dei nomi di famiglia, in molti casi si trattava semplicemente del modo per comunicare la professione del capostipite. Lana indicherebbe, perciò, filatori e tessitori mentre Damasco i venditori di stoffe pregiate. In altri casi, i tessuti non c’entrano e i cognomi derivano piuttosto da un toponimo come per Pizzo (che nella sua variante siciliana potrebbe, però, essere un soprannome legato a qualcosa di appuntito o a un carattere spigoloso) o da abbreviazioni o diminuitivi di nomi propri: ad esempio, Lino deriverebbe da Angelo, Paolo o Pasquale.