Insetti

Cognomi bestiali: Insetti

Tra Mosche, Grilli e Ragni, i cognomi derivanti dal mondo degli insetti sono popolari un po' in tutta Italia.

Ebbene sì, l'Italia è piena di insetti. Anche in onomastica. Ci sono cognomi come Mosca, Grillo e Formica che contano rispettivamente 3164, 3103 e 984 presenze, senza considerare i 50 Moschino o i 18 Formicone o altri derivati.

Seguono (prendendo in considerazione, per precisione zoologica, anche una classe affine, quella della aracnidi), Zecca 688, Cicala 634, Ragno 506, Vespa 333, Tarantola 278. Poi la loro presenza diventa meno... invadente. E comunque troviamo 81 Lucciola, 52 Scorpioni, 51 Termite, 43 Forbice, 32 Farfalla. E qui meritano d’essere citati anche singole specie di lepidotteri, con le loro specie più popolari, da 62 di Monarca, ai 6 Pieride o i 3 di Vanessa.

Più rari risultano i cognomi Maggiolino con 27 presenze, Tignola con 15, Ape 15, Falena 14, Scarabeo 10, Bombo 7, Locusta 7, Tarlo 6, Pulce 4. I più rari: 4 Bruco, 3 Cocciniglia, 2 Calabrone e 1 Millepiedi.

Alcuni “insetti” si trovano un po’ dappertutto in Italia. Altri si distribuiscono in aree più circoscritte. Per esempio Forbice è soprattutto lombardo e siciliano, Cicala e Ragno sono tipici soltanto del Meridione, Maggiolino è in prevalenza piemontese ma diffuso anche altrove, mentre Moschino è genericamente settentrionale.
Altri cognomi ancora sono tipici di una sola regione o di una sola provincia: Tarantola è lombardo, Bombo veneto, Scorpioni perugino, Lucciola frusinate, Pulce chietino, Scarabeo molisano, Tignola napoletano come pure Pieride e Vanessa, Locusta è casertano, Calabrone potentino.

Come si spiegano tanti insetti tra i nomi di famiglia italiani? Una prima ragione è la presenza nella vita quotidiana di alcuni animaletti che hanno ispirato metafore: chi era appiccoso e fastidioso poteva essere soprannominato Mosca, chi pungeva con parole maliziose Zanzara, chi saltava allegramente era un Grillo, chi aveva un corpo particolarmente minuto una Pulce, chi operava lentamente ma laboriosamente una Formica; Vespa in alcune zone era il nomignolo imposto al becchino... e nel tempo i soprannomi si sono trasformati in cognomi.
Un’altra origine per alcuni di questi cognomi è l’invenzione a tavolino. Nell’Ottocento molti istituti affibbiavano agli esposti cognomi tratti dal mondo animale e vegetale.
Infine, le semplici coincidenze. Forbice sarà lo strumento di lavoro o un micritoponimo e non l’insetto. Ragno è l’erede di un nome germanico medievale. Tarantola può derivare dalla città di Taranto ma, attenzione: in alcuni dialetti con questo nome si indica lo scorpione o il geco oppure la salamandra acquatica.