Origine del cognome

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Origine del cognome romeo
Potere, onore e coraggio nei Romeo. Secondo alcuni ricercatori l'origine del cognome Romeo va da ricercarsi in "Romaios" (di Roma), uno degli appellativi con il quale venivano chiamati i greci bizantini dell'Impero romano d'Oriente. Altri studiosi affiancano all'etimo greco il termine latino medioevale "romeus", nome che si dava a tutti coloro che andavano in pellegrinaggio a Roma.

Romeo è uno dei cognomi più diffusi nell'Italia meridionale. Grande notorietà ebbe la famiglia Romeo in Sicilia, grazie alle alte cariche istituzionali rivestite dei suoi membri. Secondo alcuni studiosi, la famiglia fu originaria della Sassonia, secondo altri della Catalogna. I Romeo di Sicilia ebbero dimora a Siracusa, Messina, Patti e Randazzo e possedettero numerose baronie, tra cui quella di Cugno, Castello di Randazzo, Castello di Sant'Alessi e Melilli, e i marchesati di Motta Camastra e di Magnisi. Un Raniero fu senatore a Messina nel 1403; un Andrea fu capitano di giustizia a Randazzo nel 1531; un Antonino fu giudice della corte straticoziale di Messina nel 1617; un Francesco fu giudice del tribunale della Gran Corte negli anni 1665-77 e presidente del Concistoro nel 1677-78. Per quanto riguarda il blasonario, caratteristico è lo stemma dei Romeo di Sicilia. Su uno sfondo azzurro, sono raffigurati: al centro, un bastone da pellegrino; sul lato destro, tre conchiglie poste a colonna; sul lato sinistro, un ramoscello di rosmarino.

La storia del nome Romeo è associata anche a celebri personaggi che hanno fatto la storia d'Italia. In Calabria i Romeo furono una esimia famiglia di patrioti calabresi. Tra i più illustri e valorosi personaggi del Risorgimento, va ricordato Giannandrea. Nato a Santo Stefano nel 1786, a vent'anni si arruolò sotto il comando del generale Regnier. Nel 1809, assunse il comando della legione municipale di Reggio. Fu "Gran Maestro" della Carboneria e stratega militare della rivoluzione antiborbonica. Collaborò in Piemonte con Vincenzo Gioberti e in Abruzzo con Garibaldi. Strinse amicizia con Giuseppe Mazzini e Aurelio Saffi e fu attivo sostenitore delle idee di Cavour. Lottò tutta la vita per gli ideali della patria e per questo fu un uomo di valore. Accanto alla sua figura, vanno ricordati il fratello Domenico e il cugino Stefano, anch'essi due grandi personalità che si batterono per l'unità d'Italia.

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